Oggi è Domenica, 12 Luglio 2026 Pagina iniziale Le famiglie allargate: rischi e risorse

       Le famiglie allargate : rischi e risorse




                                     
                                                     
   




Le famiglie allargate sono una delle realtà sempre più frequenti nel nostro contesto sociale.
Possiamo definire la famiglia allargata come un nucleo in cui almeno uno dei partner ha un figlio o una figlia nati da una relazione precedente. Questo può avvenire dopo una separazione quando entrambi i componenti della coppia, o uno di loro, inizia una relazione con un'altra persona, dando vita ad un nuovo modello relazionale e familiare che include sia componenti con vincoli di sangue, sia quelli acquisiti.
In questo articolo mi occuperò prevalentemente di famiglie che si sono ricostituite dopo una separazione, con la presenza di figli di entrambi i partner, esaminando sia i benefici che questo nuovo assetto familiare può portare, sia i rischi e le difficoltà che possono emergere.
Volutamente non userò le parole fratellastri o sorellastre per indicare i figli di diversi genitori, ma li chiamerò “ gli altri figli” o "figli non biologici"

Rischi e difficoltà

Uno degli aspetti prioritari, quando si crea una nuova famiglia dopo una separazione, è costituito dal grado di elaborazione degli ex partner, rispetto alla rottura della loro relazione, spesso vissuta, come ho scritto più volte, come una vera e propria perdita, un lutto affettivo difficile da elaborare. Inoltre, non è detto che entrambi gli ex partner vivano allo stesso modo questa rottura e, se vi è uno squilibrio tra il vissuto dei due, questo può comportare un ulteriore problema nell’accettazione di nuovi schemi comportamentali, che riguardino tutti gli attori coinvolti. Per questo i tempi ed i modi con cui si procede in questa delicata fase sono fondamentali. La gradualità è, infatti, un presupposto inderogabile, poiché consente di assimilare questa nuova realtà con più calma, favorendo, attraverso l’utilizzo di tempi e modi ponderati, l’elaborazione del passato e stimolando la progettualità futura con una modalità che consenta di ferire il meno possibile le varie sensibilità coinvolte in questo processo.
Quando si arriva finalmente a formare una famigli allargata, le problematiche prevalenti che possono crearsi, generalmente, sono :

accettazione, da parte dei figli, dei nuovi compagni del genitori ( soprattutto della convivenza con loro) e definizione/ rispetto dei ruoli

gestione della relazione tra i figli della nuova coppia

impatto dell’arrivo di nuovi figli della coppia





Per quanto riguarda l’accettazione di un figlio del nuovo compagno o compagna del genitore, la questione è molto delicata. Tuttavia, in genere, è una fase che precede la formazione del nuovo nucleo familiare.
Anche in questo caso ci sono comunque variabili che possono condizionare questo nuovo riadattamento degli equilibri relazionali e familiari e di questo ne ho già parlato nel mio articolo” Genitori separati: cosa succede quando arriva un nuovo partner?”.
Molto dipende, anche in questa caso, da quanto i genitori abbiano elaborato il lutto della separazione e se lo abbiano fatto in maniera uguale. Vi è inoltre un’altra variabile importante, ovvero quando la ricostruzione di un nuovo nucleo familiare avviene per un solo genitore. Questo può comportare, nell’altro, l’attivarsi di reazioni di “sabotaggio”, in maniera anche inconscia, con tentativi di manipolazione nei confronti dei figli. Bisogna tenere conto che i figli tendono a proteggere il genitore ritenuto più debole ( in questo caso quello ancora single) ed a colpevolizzare l’altro genitore, ritenuto il “cattivo” , responsabile dell’avvenuto fallimento familiare. Inutile dire che questo atteggiamento verrà vissuto dai figli in maniera lacerante e molto dolorosa perché, così facendo, vengono meno al patto di lealtà con uno dei genitori. Per questi motivi, anche se l’entrata di una nuova figura nel processo di separazione precede la formazione del nuovo nucleo familiare, occorre porre molta attenzione alle modalità con cui questa fase viene affrontata con i figli  e, in particolar modo, a come viene  preparato la futura convivenza.
Quindi, anche in questa circostanza, vale il principio della gradualità, dell’ascolto dei figli , della comunicazione esaustiva, rispondendo con chiarezza a tute le loro domande, ovviamente rimodulando il linguaggio in base alla loro età.

 

Quindi,  quando il nuovo nucleo si è formato, i figli si trovano ad affrontare un nuovo aspetto di questo processo separativo, ovvero la convivenza, anche limitata nel tempo, con il nuovo partner del genitore e, spesso, anche con i suoi figli. Se poi entrambi i genitori si sono ricostruita una nuova famiglia, questo viene sperimentato in due contesti diversi, in due case differenti, dove magari valgono regole non sempre uguali. Per poter creare una buona integrazione tra tutti gli attori coinvolti, occorre tenere conto di alcuni aspetti fondamentali. Uno di questi è rappresentato dagli spazi. Infatti, nel nuovo nucleo familiare ( o in entrambi) dovrà essere predisposto uno spazio concordato con i figli, affinchè questi non si sentano estranei e fuori posto, soprattutto nei primi tempi, nella nuova casa. Le regole familiari verranno esplicitate e, se possibile, i genitori separati dovranno avere un confronto, affinchè non vi sia un’eccesiva discrepanza tra quelle adottate dai due nuclei. Anche in questo caso, il confronto genitoriale diventa indispensabile, per monitorare insieme il vissuto dei figli ed il loro adattamento alla nuova situazione. Ovviamente, in ogni caso, devono essere tenuti in conto due aspetti fondamentali: l’età dei figli e l’adozione di un principio di flessibilità, che governi le regole familiari. Infine, ma non ultima per importanza, vi è la questione dei ruoli.
Infatti i ruoli che ciascun genitore ricopre , nelle nuove famiglie allargate, devono essere chiari e ben definiti. Non devono esserci sconfinamenti e ciascuno deve continuare ad esercitare le proprie funzioni. Quindi, ed esempio, il nuovo compagno della madre- o viceversa- non può ricoprire un ruolo genitoriale nei confronti dei suoi figli: i confini devono essere chiari e condivisi tra tutti i familiari. Perché ciò si realizzi occorrono dei requisiti fondamentali: il riconoscimento di ciascuna persona e del ruolo che riveste, il rispetto reciproco, una comunicazione diretta e chiara, in cui non ci sia posto per le triangolazioni.


  


Il rapporto tra i figli, provenienti dai due nuclei familiari precedenti, è una questione molto delicata. Anche in questo caso, comunque, la parola chiave è il tempo. Infatti bisogna che i genitori procedano con gradualità, considerando che questo nuovo assetto familiare non è stato scelto dai loro figli che, al contrario, devono adattarsi ad una nuova realtà determinata dalle decisioni degli adulti.
Spesso i figli, in una famiglia allargata, si ritrovano a condividere nuovi spazi, nuove regole, nuovi tempi e questo, specie all’inizio, può avere un effetto di disorientamento. Inoltre, anche in questo caso, esistono molte variabili: l’età, che a volte può essere simile mentre a volte può essere più variegata, le abitudini che ciascuno di loro ha assunto nel tempo, le diverse personalità, la differente capacità di adattamento, la peculiarità del legame con l’altro genitore, e via di seguito. Per questo motivo i genitori non devono operare forzature, ma mettere in campo tanta pazienza, ascolto e rispetto. Un atteggiamento che non prevede favoritismi nei confronti dei propri figli è, per esempio, molto efficace, così come quello di non cedere alla tentazione di essere troppo permissivi, nel tentativo di compensare le difficoltà che i figli devono affrontare. Anche la comunicazione deve essere il più possibile diretta e chiara e, a questo scopo, potrebbe essere utile organizzare periodiche riunioni di famiglia, nelle quali ciascuno si senta libero di esprimere bisogni e difficoltà, oltre ad avanzare proposte costruttive per una migliore gestione della vita familiare. Infine una cosa che i genitori dovrebbero evitare è quella relativa ad avere troppe aspettative rispetto ai figli presenti nel nuovo nucleo familiare. Non va mai dimenticato che questi non si sono scelti e la relazione che può svilupparsi tra di loro non deve essere necessariamente una relazione ”fraterna”. A volte ciò accade, a volte no. L’importante è che sia un rapporto fondato sul riconoscimento ed il rispetto reciproco, come deve avvenire, del resto, per l’intera famiglia.

Può capitare, poi, che alla nuova coppia nasca un bambino o una bambina, che sarà figlio di entrambi, ma anche fratello o sorella degli altri figli. L’impatto di questa nuova realtà può avere effetti sia per i genitori sia per i figli biologici di chi ha avuto il bambino, sia per gli altri figli presenti nel nucleo allargato. Le reazioni possono variare caso per caso. Innanzi tutto l’arrivo di un bambino produce sempre, in qualsiasi sistema familiare, la ridefinizione di nuovi equilibri, sia in termini di spazio che di tempo. In questo caso si aggiungono alcune possibili variabili, per esempio il genitore biologico può sperimentare una difficoltà dovuta al maggior tempo che deve dedicare al nuovo bambino, rispetto ai figli ( o al figlio) avuti nella presente relazione e provare un senso di disagio o di colpa. I fratelli biologici possono avere le reazioni contrastanti che si hanno quando nasce un nuovo bambino, che vanno dall’entusiasmo alla gelosia, ma possono percepire anche il nuovo nato come il “vero” figlio della nuova famiglia, percependo un senso di esclusione e temendo di essere meno inseriti nella famiglia stessa. Anche la reazione dei figli non biologici può essere di vario tipo: il nuovo arrivato può infatti rafforzare il loro senso di appartenenza, in quanto costituisce un legame condiviso tra tutti i membri della nuova famiglia. In situazioni di criticità o scarsa integrazione, al contrario, questo nuovo evento può accentuare le criticità già presenti.
A maggior ragione, quindi, gli strumenti menzionati prima – riconoscimento personale, rispetto dei ruoli, comunicazione efficace senza triangolazioni- si configurano come risorse preziose per affrontare, insieme, il nuovo cambiamento della configurazione familiare.

Le risorse


  


Se fino ad ora ho cercato di analizzare i possibili rischi e criticità della famiglia allargata, voglio soffermarmi adesso sull’altra faccia della medaglia, ovvero quali risorse può offrire una famiglia allargata.
Questa nuova organizzazione familiare e relazionale, che si esprime appunto in quella che viene definita famiglia allargata, può togliere qualcosa, ma può anche dare molto.
Innanzi tutto la famiglia allargata consente di mantenere, più facilmente, le relazioni tra i genitori e i propri figli, fornendo un contesto condiviso- spazio familiare- nel quale possono essere sperimentate quelle abitudini e quella routine, che caratterizzano, appunto, la vita di una famiglia. Quindi condivisione di spazi comuni, momenti della quotidianità vissuti insieme ( ad esempio, pranzi, cene ecc.) , possibilità di creare momenti ludici di aggregazione ecc.

Può inoltre favorire un senso di appartenenza (nei figli e tra i figli ), che può compensare la sensazione di
mancanza sperimentato con la separazione e la conseguente perdita del precedente nucleo familiare.

Se vi è una buona integrazione tra fratelli, possono inoltre svilupparsi relazioni significative tra di loro, che porranno le basi per un positivo sviluppo emotivo/ relazionale, favorendo atteggiamenti come la fiducia, la complicità, la percezione di far parte dello stesso contesto familiare, la condivisione.

Sempre relativamente ai figli, far parte di una famiglia allargata ( quindi con molti attori diversi, che si sono trovati casualmente a condividere spazio e tempo) potrà sviluppare il loro senso di adattamento , ma anche la capacità di negoziare, implementando l’ abilità alla mediazione ad una gestione cooperativistica del conflitto ( ovviamente il principio dell’adattamento vale anche per gli adulti).

Appartenere ad una famiglia allargata offre anche la presenza di più figure adulte significative di riferimento con cui potersi confrontare e, di conseguenza, la possibilità di venire a contatto anche con punti di vista differenti e questo, per i figli, può arricchire ed ampliare le loro vedute.

Un altro aspetto molto importante è costituito dal mantenimento di alcuni legami affettivi prioritari, ma anche dalla loro estensione. Si pensi , ad esempio, ai nonni che, oltre che per i propri nipoti, potrebbero diventare figure significative anche per gli altri figli, aumentando il senso di appartenenza e configurandosi come figure familiari condivise.

Infine vi sono anche alcuni aspetti pratici che possono essere gestiti in maniera più funzionale attraverso i legami che intercorrono tra i vari membri della famiglia allargata: si pensi, ad esempio, alla rete che può essere costruita come sostegno per la gestione dei figli ( accompagnare a scuola, alle attività extrascolastiche ecc.), creando una logistica che può essere utile per tutti. Anche sul piano delle relazioni sociali, la famiglia allargata può rappresentare una fonte di allargamento relazionale, con la creazione di legami trasversali che potrebbero comprendere ulteriori familiari ed amici, dando vita a più ampi contesti di condivisione .

Conclusioni

La famiglia allargata, come abbiamo visto, presenta un duplice aspetto.
Può fornire, infatti, risorse ed opportunità, ma a patto che vengano superati i fattori di rischio che ho esposto. Gli strumenti prioritari per favorire la funzionalità di questo particolare tipo di famiglia rimangono il riconoscimento di ciascun componente, la chiarezza ed il rispetto dei confini relativamente ai ruoli, la capacità di costruire una comunicazione diretta, inclusiva che eviti le triangolazioni e promuova, invece, l’ascolto di tutti, garantendo la possibilità che ciascuno si senta libero di esprimersi.

  


Dott.ssa Evita Raffaelli,
mediatrice familiare, consulente per la coppia e la famiglia, counseling psicosociale

evita.rr@virgilio.it
3493638465


Commenti

  • Antonella (10 giorni fa) scrive:

    Ottimo articolo, molto utile per me, che sto vivendo una situazione di questo tipo. La contatto per una consulenza7

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